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venerdì 22 ottobre 2010

Carta carbone (ovvero i rock club più importanti di sempre)


L’evento in questione era un concerto in un locale di Brescia a cui  avrebbe fatto seguito un DJ set di un notissimo "agitatore musicale" (un cosa!?) dell'ambiente bresciano.

Più o meno l'annuncio recitava:
"Speaker radiofonico, DJ e direttore artistico ha suonato nei i più importanti rock club bresciani di sempre, bla bla bla"

Cosa?!?!

Ho letto davvero questo?

I più importanti rock club bresciani di sempre!?

Ah sì?

Esistono?

No, lo dico con sorpresa mista a smarrimento, perché nella mia povera condizione di appassionato di musica, ho sempre ritenuto che l’importanza di un club stesse nella sua storicità, nell’avere concesso il proprio palco ad artisti di conclamata e fondamentale importanza globale prima di altri, nell’aver contribuito a creare movimenti.

Potrei dire che questi, in ordine sparso, sono sicuramente tra i  ROCK CLUB PIU’ IMPORTANTI DI SEMPRE:


Cavern Club, dal 1957 a Liverpool, UK, qui nacquero i Beatles


Troubadour, dal 1957 a West Hollywood, CA, USA, qui si formò gran parte della scena west coast losangelina e  anche i Guns’n’Roses
Marquee Club, dal 1958 a London, UK, ospitò il primo concerto dei Rolling Stones
Whisky a Go-Go, dal 1964 a West Hollywood, CA, USA, qui si esibirono i Doors e centinaia di artisti leggendari.
CBGB, dal 1973 al 2008 a New York, USA, il locale punk per eccellenza.

The Bitter End, dal 1961 a New York, USA, che ospitò i primi concerti di Bob Dylan.


Ovviamente, non è possibile paragonare Brescia a queste grandi capitali mondiali, ci mancherebbe altro.

Però leggere che a Brescia ci sono dei rock club importanti mi ha fatto veramente ribaltare dal ridere.
Con tutta la buona volontà, faccio fatica a pensare che da Tipo Zero Zero, Le Tits, Lio Bar, Vinile 45, Aerosol, Hexò, Buddha Cafè, Donne Motori , Freemuzik, La Nave di Harlock abbiano lanciato artisti “importanti” per l’economia musicale extra provincia o creato movimenti di particolari rilievo.

Vi prego, davvero, vi prego, non tirate in ballo nuovamente gli Scisma.
Per carità.

Ricordo quasi con nostalgia le serate all’Hexò dove passarono quelli che all’epoca erano i nomi di punta della musica alternativa italiana, ricordo con piacere il Buddha Café per gli stessi motivi.
Ma questo non basta per rendere un locale importante, è un normalissimo contratto commerciale “suonare vs. pagare”.

Oggi poi, da osservatore esterno, ho la percezione, confermata anche da alcuni musicisti che conosco personalmente, che la programmazione di questi locali sia sempre più svolta in base ai legami di amicizia tra chi gestisce e chi suona (quando le due definizioni non combaciano addirittura) piuttosto che per meriti artistici.

Ho anche la percezione che la musica bresciana sia in mano a pochissime persone con un deserto di idee in testa.

carta carbone

E’ altresì vero che l’offerta musicale che si trova in Brescia in questi tempi è nettamente superiore a quella di province ben più popolate.

Non ci facciamo mancare nulla!

Però, con tutta l’offerta e la disponibilità possibile, chiedo a voi che ne sapete senz’altro più di me, che senso ha, per esempio

Giorgio Canali & Rossofuoco

24/09/10           Tipo Zero Zero, BS
23/10/10           Vinile 45, BS

Carta carbone

Alla faccia del Less is More